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Le 5 cose da fare se vuoi aprire un bar o se ne hai già uno e vuoi evitare di finire nella fossa dei leoni del fallimento

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Desideri realizzare il tuo sogno e aprire un bar o un ristorante o una pizzeria?

Hai già un’attività nel settore del bar e/o ristorazione e stanco di non intascare abbastanza vuoi farla decollare senza sprecare soldi in pubblicità o campagne social?

 

Se pensi che basti aprire un bar per fare i soldi ti dico già che è meglio che ti fermi e cambi idea, qui non si tratta di acquistare un biglietto della lotteria o un gratta e vinci, si tratta di avviare e gestire un’attività imprenditoriale come tutte le altre e se vuoi fare i soldi hai bisogno di farti il culo e avere pazienza per almeno cinque o dieci anni a seconda di quanto veloce sarai nel mettere in pratica i miei consigli.

 

Vale lo stesso discorso per qualsiasi attività nel settore del consumo alimentare: bar, pizzerie, chioschi, ristoranti, pasticcerie, panifici, gelaterie, ecc.

 

Per cui se già ti sei risentito per quello che ho scritto hai già modo di capire che non sei fatto per questa attività e quello che credi sia tutto oro che luccica in realtà può trasformarsi nel peggior incubo che nemmeno Stephen King ha mai nemmeno sognato di scrivere in alcuno dei suoi libri.

 

non aprire un locale a caso ma pianifica la tua strategia per un bar di successo

Te lo ripeto: fissati in testa che se desideri far funzionare un bar o un ristorante e portarlo in utile (significa portarti a casa lo stipendio a fine mese), devi essere consapevole che non sarà ciò che vendi a portarti clienti e darti profitto ma solamente una strategia dettagliata e pianificata fatta PRIMA di aprire o PRIMA di spendere altri soldi in campagne social su Facebook o nei giornali locali.

Per cui se sei di cuore debole o se credi ancora ad Alice e al bianconiglio ti faccio una sola raccomandazione: fermati subito e chiudi questa pagina.

Se invece reputi di essere coraggioso e capace di fare l’imprenditore e di dimostrare a tutti e a te stesso in primis che hai le palle quadre allora procedi nella lettura dell’articolo.

 

Prima di proseguire nella lettura ti faccio una raccomandazione: ciò che leggerai potrebbe salvare te dal fallimento e permetterti di avviare un locale di successo, o potrebbe essere vitale per qualche tuo amico o conoscente.

 

Questo significa che come in caso persone coinvolte in un incidente che incroci mentre guidi, hai la responsabilità morale e civile di soccorrerli, anche in questo caso se non condividerai queste informazioni con chi reputi ne abbia bisogno (non te lo verrà mai a dire in faccia) o perché sta per fare una scelta sconsiderata e avventata o perché è in difficoltà con il suo locale, sarai responsabile del suo fallimento (sappi che è solo questione di mesi visto che la media di vita dei locali non supera i tre anni). Condividi ora l’articolo cliccando sui pulsanti che trovi qui in alto sotto al titolo.

 

#1 – Hai fatto un’analisi di mercato?

Forse qualcuno ti avrà fatto questa domanda, o te la sarai fatta tu stesso perché prima di dire “apro un locale”, è giusto sapere se questo potrà avere riscontro sul territorio.

Quindi…

 

La prima domanda che ti devi fare è se esiste un mercato per il tuo locale, nel senso se una volta aperto ci sono delle probabilità che arrivino clienti interessati.

 

Non sto parlando di clienti che entrano perché il tuo bar è fronte strada perché non saranno quelli i tuoi clienti più importanti.

 

Quello che sto dicendo è che prima di muovere qualsiasi passo è da valutare se ci sono clienti in target e se esiste concorrenza.

 

Immagino cosa starai pensando: Corrado scusami, sarò mica scemo ad aprire un locale dove non passa nessuno?! Inoltre cosa c’entra la concorrenza?!!!

 

Lo so, ti potrà sembrare strano ma tutto ha un senso e ti chiedo solo di pazientare perché ti voglio dimostrare che non sono domande fatte a caso le mie ma permetteranno a te di salvarti dalla fossa del fallimento o della povertà tipica di chi apre un locale pensando di fare i soldi con le macchinette.

 

La valutazione fatta per capire se esiste un mercato è una domanda che nove imprenditori (solo di nome) che aprono un locale su dieci non si fanno perché richiede un minimo di competenza che va oltre il saper fare un caffè o preparare una pizza.

 

Un numero enorme che dimostra il motivo per cui un locale non dura oltre i tre anni di media!!!

 

Ovviamente non è colpa loro, non è colpa tua se non ti hanno mai insegnato a farla perché solitamente si pensa che questo genere di attività spetti al commercialista.

 

Niente di più falso!

 

Il commercialista invece di queste cose ne sa ancora meno di te. Se lo sapesse fare infatti credi davvero che in Italia continuino a chiudere oltre duecento aziende al giorno?

 

Lo so, ti dicono che è colpa della crisi ma è una scusa! La crisi è una scusa per nascondere responsabilità e colpe tipiche da complottisti.

 

La verità è che in nessuna scuola si insegna a fare analisi di mercato (nemmeno nelle università più rinomate, credimi!) come dovrebbe essere fatta.

 

Perché la tipica analisi di mercato prevede un’attività di censimento sui potenziali clienti (capacità di soldi in ingresso) e sulla quantità e tipologia di concorrenti presenti in un dato territorio (quanti potrebbero rubarti quei soldi).

 

Certamente se hai un minimo di capacità contabile o se hai fatto un po’ di economia a scuola questa ti risulterà essere proprio un’analisi di mercato e probabilmente è quella che altri fenomeni ti suggerirebbero di fare.

 

La verità è che se parti così la tua barca sta già affondando, solo che non te ne accorgerai se non quando sarai al largo dove non si tocca.

 

Se ti sembro presuntuoso o duro sappi che non è questo il mio obiettivo e non sono nato imparato, per cui piuttosto che convincerti che va tutto bene e che puoi andare avanti solo con la tua passione per poi vederti commettere dei gravi errori, preferisco fermarti (magari bruscamente) per darti ciò che ti serve.

 

Quindi riprendendo il discorso dell’analisi di mercato, la valutazione descritta poco fa non è la giusta analisi di mercato, o meglio va bene ma non è sufficiente e non è soprattutto quella che ti permetterà di fare le tue scelte.

 

Va bene e quindi cosa devo fare?

 

La cosa saggia, ecco cosa devi fare. Hai bisogno di agire non per istinto ma devi agire con la testa, fare le giuste analisi perché aprire un locale o gestirlo richiede che prima si abbia la mentalità da imprenditori.

 

Visto che in Italia nessuno te la insegna la mentalità e ci vuole tempo per impararla o dagli errori o dallo studio, prima la acquisisci e prima farai le scelte giuste.

 

Ad ogni modo… la strategia migliore consiste in una cosa molto semplice: guarda cosa fa la concorrenza e fai il contrario.

 

Scusa?

 

Hai capito bene, solo che ho detto una cosa a cui non sei abituato. Ti fanno male gli occhi perché non li hai mai usati – giusto per citare Matrix.

 

Guarda la concorrenza significa che prima di muoverti e creare la tua strategia, guarda che tipo di strategia ha già adottato la concorrenza. Concorrenza intesa come altri locali nel territorio.

 

Hanno una strategia, che tu lo voglia o no, che tu la sappia riconoscere o no.

 

Strategia intesa come:

  • quali e quanti prodotti offrono;
  • qual è la loro specialità;
  • come è strutturato lo staff (quante persone, come si vestono, come si comportano);
  • che orari fanno;
  • come accolgono i clienti;
  • che prezzi fanno;
  • come catturano i clienti;
  • come fanno ad invogliare i clienti a spendere di più;
  • quali strategie usano per creare passaparola;

 

Questa è la valutazione più importante e la più potente perché grazie a questa analisi (confessa che non ci avevi pensato o non avevi pensato a tutti i punti) potrai capire cosa fare tu di diverso.

 

Nello specifico ti ho detto “fai il contrario” e non l’ho detto a caso perché DEVI proprio FARE IL CONTRARIO della concorrenza.

 

Cioè se gli altri salutano i clienti io invece li devo mandare a quel paese?

 

Ovvio che no!!!!

 

Il contrario inteso che deve risultare che ogni cosa che fai è:

  1. studiata e pianificata e usa un metodo;
  2. è diversa e attira persone in target (a cui piace quella strategia);

Esempio n. 1

Se le pizzerie del territorio offrono un menù con 100 pizze tu puoi puntare su pochi gusti come 6 o 8. Non di più

Se offrono anche la ristorazione tu non farlo.

Risulterai uno specialista della pizza a differenza loro e attirerai persone che ricercano un locale specializzato. Traducibile anche nella maggior disponibilità a spendere.

Potresti avere prezzi più alti e non far pagare le aggiunte (salvo casi diversamente specificati).

L’assurdo di ordinare una pizza con farina integrale, farina che costa meno di quella raffinata, è che te la fanno pagare di più di quella tradizionale.

Ritrovarsi a pagare il conto e vedere che anche se pago di più le pizze, le aggiunte o le modifiche non vengono fatte pagare è una sensazione che piace al cliente.

Però è da valutare ovviamente caso per caso.

Esempio n. 2

I bar della zona quando entri ti salutano e si limitano ad accettare gli ordinativi?

Tu puoi usare tecniche di cross-selling per ottenere:

  • aumento delle vendite;
  • fidelizzazione del cliente che si sentirà più curato;

Dire al cliente che ordina un caffè o un cappuccino: “vuole anche una brioche freschissima?”. In quel momento avrai maggiori possibilità di vendere a chi magari non aveva pensato di comprare la brioche.

I clienti non si mettono a fare i conti sulla spesa o sulla linea, salvo rari casi.

Considera che solitamente i bar offrono pasticceria di bassa gamma surgelata che i clienti associano a gonfiore e gastrite, quindi anche il voler offrire prodotti freschi da pasticceria è un aspetto molto importante e differenziante rispetto alla massa.

Se gli altri per risparmiare usano arredi brandizzati con la marca di caffè evita di copiare questo stile che risulta scadente e rischia di associare la percezione della qualità che tu offri a quella che ha il fornitore del caffè.

Cura le divise affinché si possa identificare un brand che sia solo tuo anziché far vestire tutti come capita.

Una cosa che non fa solitamente quasi nessuno è quella di stimolare le referenze o il passaparola. Più avanti nell’articolo lo tratto nello specifico.

È la forma di maggiore impatto pubblicitario senza i costi della pubblicità.

#2 – Pianifica una strategia per acquisire clienti

In questa fase, a parte dei brand strutturati all’estero (strutturati nel senso che il marketing lo sanno fare) o qualche raro caso in Italia, non ho notato finora nessuno agire con metodo efficace e soprattutto studiato per acquisire clienti.

Voglio dire che quando aprono un locale, solitamente i gestori non hanno una strategia di marketing pensata e studiata.

Non sto dicendo che non pensano a come acquisire clienti, ma un conto è dire “farò un po’ di pubblicità!” e un conto è invece SAPERE COSA FARE E SAPERE COSA TORNA.

Se così fosse non si vedrebbero dei costanti fallimenti e non è la mia opinione a parlare ma i numeri.

Secondo uno studio [Clicca qui per accedere al report] del FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), la tendenza degli italiani e delle loro famiglie di mangiare fuori casa – nel senso di rifornirsi presso i pubblici esercizi per le varie necessità o desideri settimanali – è in aumento.

FIPE - Report analisi alimentare fuori casa Italia 2016

Grande! Quindi faccio la scelta giusta nell’aprire un locale!?

 

Fermo!!!

 

Sì è in aumento e potrebbe sembrare scontato che allora aprire un locale sia sinonimo di successo e sicuramente visto che aumenta la domanda, la tua offerta troverà riscontro.

 

Tuttavia me lo spieghi come mai coloro che chiudono sono maggiori di coloro che aprono?

FIPE - rapporto annuale locali che chiudono 2017

 

Guarda questa figura (sempre edita dal FIPE) che dimostra come siano più i locali che chiudono (la famosa media dei tre anni qui cade a pennello) di quelli che rimangono aperti.

 

Nota l’assurdità: benché la domanda da parte dei clienti sia in aumento le attività non resistono e chiudono.

 

E qui adesso si apriranno le più svariate obiezioni e scuse del tipo:

  • c’è la crisi;
  • non si guadagna;
  • devo lavorare sempre anche di domenica;
  • non c’è vita a fare il barista;
  • la gente non mangia più come una volta;
  • la gente non si sposa e non fanno matrimoni;
  • le comunioni sono sempre meno;
  • la gente deve guidare e non può bere;

 

e andiamo avanti così perché ce ne sono a migliaia di motivazioni soggettive.

 

Tuttavia le analisi e quindi la matematica (che non sono opinioni) non mentono e dicono che le opportunità sono più delle difficoltà.

 

Questo cosa significa?

 

Significa che il problema principale è la mancanza di una strategia di marketing che permetta agli esercenti di acquisire clienti e marginare quanto serve per mantenere un’attività in piedi che porti utile.

 

E cosa bisogna fare allora?

 

Come ho detto serve una strategia complessiva suddivisa per fasi che devono essere pianificate con attenzione e attuate senza esitazione perché se anche una fase non viene fatta bene, gli effetti negativi si riperquoteranno su tutto e si farà la fine di coloro che chiudono.

 

In parole povere hai bisogno di capire dove buttare la lenza per tirare su i pesci e soprattutto come farlo perché il pesce non abbocchi o scappi mentre stai girando il mulinello.

 

Voglio quindi aiutarti dandoti degli spunti pratici per capire come portare clienti alla tua attività.

 

Primo passo. Parti da chi già conosci.

Fai questa considerazione. Ogni investimento direzionato in pubblicità verso sconosciuti ti darà una percentuale di ritorno molto ma molto bassa.

 

Questo risultato è fisiologico, non dipende dal fatto che hai sbagliato la grafica – anche se un pessimo contenuto di certo allontana più che avvicinare.

 

Piuttosto il ragionamento è che mentre un invito da un estraneo ha un peso molto basso in termini di rilevanza perché ti chiedi chi è, se mai ti troverai bene, ecc.

 

Partire da chi conosci invece è molto più facile perché la gente che ti conosce e si fida di te sarà disposta ad accettare l’invito (percentuale di risultato in aumento) e inoltre è curiosa di sapere cosa fai.

 

Il tuo patrimonio più importante quindi sarà la tua lista contatti. E per contatti ovviamente tieni le persone con cui hai feeling e per le quali sai che tu conti qualcosa in termini di credibilità.

 

Loro saranno la tua base di partenza e dovrai sfruttarli al massimo (nel senso buono) perché così avrai un risparmio rispetto a pagare agenzie pubblicitarie o altre forme di pubblicità a freddo e al contempo avrai anche la possibilità di fare più rumore e attirare più gente.

 

Secondo passo. Evita i social network come la peste.

Proprio così, non sto scherzando: evita i social network!

Non significa che non devi avere una pagina Facebook o sfruttare altri canali per ottenere visibilità ma evita assolutamente di creare pagine dedicate al tuo locale solo per invitare i tuoi amici e conoscenti a mettere mi piace sulla pagina.

 

Piuttosto di fare le cagate che fanno tutti stai fermo e aspetta. Non si scherza con i giochi dei grandi.

 

Perché anziché avvicinare le persone le allontani.

 

È una cosa orribile che dà ai nervi alla gente!

 

Come puoi pensare che questa sia una strategia di marketing efficace?

 

Se inizi da zero hai bisogno di salvaguardare le risorse per attività più importanti e la pubblicità tramite social servirà ma più avanti.

 

Terzo passo. Invita le persone.

Quando hai definito cosa fare, quando in base alle analisi di mercato hai compreso come puoi contrastare la concorrenza e quando tutto è a posto allora puoi partire con l’invitare le persone a venire nel tuo locale.

 

Se pensi che basti aprire la serranda come ti dicevo o annunciare alla radio l’apertura del tuo locale allora avrai dei risultati piuttosto scarsi.

 

Per quale motivo?

 

Perché le persone e quindi i probabili clienti sono presi dalla loro quotidianità e mentre tu hai urgenza di avere clienti per incassare, loro hanno per la testa altre necessità ed urgenze.

 

È il motivo per cui la pubblicità a freddo non serve e non dà i risultati che speri di avere.

Per attirare l’attenzione quindi hai bisogno di qualcosa di potente e rapido.

 

Mentre la rapidità è proporzionale al grado di conoscenza e rispetto che hanno le persone verso di te, la potenza invece è data dal contrasto rispetto alla quotidianità.

 

Mi spiego meglio.

 

Un conto è dire agli amici e conoscenti “sabato inauguro il locale”. Un conto invece è inviare a ciascuno di loro un invito cartaceo per posta.

 

Immagina il loro stupore intanto nel vedersi arrivare un invito formale e a differenza di tante email o messaggi whatsapp che si mescolano con il resto della melma che riceviamo ogni giorno, quell’invito avrà sia ingombro nell’ambiente (quindi non se ne sbarazzano rapidamente), e avrà anche effetto visivo perché avrà creato uno squarcio nella mente.

 

Scommetto che adesso cominci a darmi ragione e a pensare che non sono l’ultimo arrivato.

 

Bene, andiamo avanti perché ho altre info da condividere.

 

L’invito deve essere curato nella forma e nella qualità con cui è fatto. Per cui evita gli inviti economici fatti dalle copisterie ma piuttosto investi un euro in più e butta giù qualcosa di carino che dimostri cura e attenzione.

 

Il segreto per non sbagliare è trattare i tuoi clienti come tu desideri essere trattato. Quindi immagina di essere colui che lo riceve e avrai un metro di valutazione più efficace.

 

Il contenuto mi raccomando non deve essere la solita frase “sei invitato all’inaugurazione del giorno X…”. Piuttosto hai bisogno di buttare giù del copy accattivante che attiri l’attenzione.

 

Cosa vuol dire copy?

 

Copy vuol dire scrivere in modo da persuadere la persona a leggere e a convincersi di fare ciò che tu le chiedi di fare (traduzione molto basica ma che rende l’idea).

 

In sostanza se anche aveva degli impegni, leggendo il tuo invito deve essere stimolato a spostarli o cancellarli pur di venire da te.

 

Se desideri maggiori informazioni su come si scrive un buon copy vai qui => Richiedi info sul copy

 

Quindi riepilogando hai:

  • un’analisi di mercato per capire cosa fare e come farlo;
  • una base di clienti potenziali che già ti conosce da cui partire;
  • una strategia per evitare di buttare soldi in pubblicità inutili sui social;
  • un metodo efficace per attirare l’attenzione;

 

Cosa ti manca?

 

#3 – Aumenta i clienti con le referenze

Per avere maggiori vendite hai bisogno di avere più clienti e ancora non è il momento di spingere sui social network. È ancora presto ma intanto le tue pagine base le puoi creare.

 

Ti servono clienti referenziati.

 

Cosa significa?

 

Significa che per avere altri clienti o spendi soldi in pubblicità ma rischi:

  • di sprecare tanti soldi per avere un risultato scarso;
  • di far arrivare clienti sbagliati;

 

Se stai pensando che non esistono clienti sbagliati è perché non conosci gli avatar dei clienti, il che si traduce nel fatto che ogni persona ragiona in un determinato schema pre-impostato detto avatar (come ben spiego ai miei studenti) e sbagliare avatar non solo significa sbagliare vendita ma rischia di compromettere la clientela esistente.

 

Un solo cliente sbagliato perché l’avatar non è scelto correttamente e rischi disastri nelle vendite.

 

Ma torniamo alle referenze.

 

Parti dal presupposto che le referenze, o passaparola, sono il metodo più efficace di aumento delle vendite perché avere un nuovo cliente a cui sei stato raccomandato da un già cliente ti permette di avere notevoli vantaggi come maggior fiducia iniziale e propensione all’acquisto.

 

Purtroppo però i clienti tendono a non creare referenze. Per quale motivo?

 

Perché credono che tu abbia già abbastanza clienti – loro non sanno quali siano le tue reali necessità. Vedendoti sempre al lavoro non immaginano che avresti bisogno di più clienti. Danno per scontato che tu sia soddisfatto di quelli che hai già.

 

Inoltre non sanno né come crearti referenze o al contempo temono di fare la figura dei venditori rompiscatole.

 

I metodi per creare referenze sono molti ma meglio partire dalle cose semplici.

 

Su questo sito [Clicca quipuoi trovare degli spunti interessanti che sono in sostanza:

  • Offri uno sconto su una consumazione futura pari al 30% se portano un amico. In questo modo “costringi” il cliente a tornare e a portare qualcuno di nuovo che ti conoscerà e al quale dando la stessa offerta sconto ti permetterà di conoscere altri clienti.
  • Offri un regalo memorabile. Crea una lista dei clienti più affezionati e inseriscili nella tua lista delle referenze e offri loro dei regali che rendano entusiasmante la loro esperienza nel venire nel tuo locale. Ad esempio crea un libro di ricette particolari che solo tu realizzi nel tuo locale e glielo consegni all’interno di una borsa personalizzata con il tuo brand. Alle persone piacerà da matti.

Puoi addirittura aggiungere un ricettario più breve in stile brossura a punti metallici e ne regali qualche copia oltre al libro. Quelle copie dovranno includere i tuoi riferimenti e un coupon di benvenuto. Quei piccoli libricini saranno regalati ad altri conoscenti dei tuoi clienti e con il coupon all’interno saranno incentivati a venire da te per usarli.

  • Offri dei regali di valore ogni tot referenze raggiunte. Magari creai una sorta di concorso a premi dove ogni X referenze puoi regalare una bottiglia di vino con l’etichetta del tuo locale o altri oggetti che sicuramente faranno sentire speciale il tuo cliente e al contempo lo spingeranno a portarti altre persone.

Puoi trovare degli spunti su come realizzare un pacco regalo da dare ai clienti su questo sito (clicca qui).

 

Le possibilità per farsi conoscere attraverso il passaparola e al contempo riuscendo a veicolarlo con la direzione che vuoi tu e l’intensità che desideri, avrai sicuramente ottimi risultati.

 

Sappi però che i clienti quando arrivano e hanno delle aspettative elevate date dal passaparola è proibito deluterle. Altrimenti butti via tutta la fatica fatta finora.

 

Questo significa che dovrai assolutamente prestare attenzione a due cose.

 

#4 – Investi sui migliori

Visto che il lavoro non puoi pensare di farlo tutto tu, hai bisogno di identificare e avvalerti di collaboratori per svolgere l’attività.

 

Loro sono il tuo biglietto da visita nel locale e come tale devono essere al top.

dei collaboratori professionali miglioreranno la tua immagine con i clienti

So bene che costano ma costa di più perdere un cliente che non è stato servito a dovere e costa ancora di più la pubblicità negativa che lui ti creerà (corre dieci volte più veloce delle referenze positive).

 

Pertanto se pensi che sia più conveniente prendere persone meno sveglie per pagarle meno allora hai bisogno di aprire gli occhi e prendere consapevolezza che facendo così ti farai solo male.

 

Per cui al di là di quanti anni i collaboratori abbiano passato nel settore verifica che siano svegli, che siano curati ed educati e sappiano imparare in fretta.

 

Se non si adeguano al tuo metodo o non vogliono sposare la tua strategia cerca di cambiare metodo di dialogo perché potrebbe essere un elemento che ti fa perdere efficacia ma se perseverano sostituiscili. Ricorda che per un ferro perso ad un cavallo si perse una guerra.

 

Persone poco professionali faranno sembrare poco professionale il tuo operato e i clienti penseranno che non tieni a loro e che vuoi risparmiare. Un errore madornale!

 

Infine l’ultimo aspetto.

 

#5 – L’esperienza per il cliente non deve peggiorare

Cosa offri e come lo offri devono avere standard elevati sia per fare la differenza con la concorrenza, sia per far star bene i tuoi clienti.

 

Ciò che si nota spesso invece è che non appena il locale inizia ad avere giro e ad avere tanti clienti, certi dettagli si iniziano a trascurare e l’esperienza per il cliente si trasforma perdendo valore.

 

Questo perché spesso gli esercenti credono che avendo tanti clienti e il locale pieno, siano scusati nel ridurre la qualità dei prodotti o le porzioni.

 

Niente di più sbagliato!

 

La qualità deve essere sempre elevata e anzi il meglio possibile.

Se il locale è pieno e inizia ad essere fastidioso venirci, al fine di non perdere la clientela che ti preferisce ad altri, sei legittimato ad alzare i prezzi.

 

Sarà un filtro che ti permetterà di:

  • far continuare a venire coloro che cercavano l’atmosfera e i prodotti in target con la tua offerta;
  • marginare qualcosa in più (non devi raddoppiare i prezzi) per farti respirare;
  • allontanare gli scrocconi o i non in target.

 

Come vedi i punti da trattare sono davvero tanti e non sono riuscito per questioni di tempo e di spazio ad esporli tutti qui.

rendi magica esperienza dei clienti nel tuo locale

Questo significa fare impresa: pianificare delle azioni che portino utili.

 

Tutto il contrario di coloro che ti hanno insegnato che o è questione di talento se ce la fai o è colpa della crisi se non riesci.

 

Puoi optare per qualsiasi scelta ma ciò che ho voluto condividere è la strada più rapida per creare un risultato efficace che ti permetta di vivere, crescere e andare avanti con la tua attività.

 

Se desideri capire come fare a sviluppare la migliore strategia per la tua attività allora non perdere tempo e clicca sul seguente link perché ho qualcosa di davvero speciale per te.

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